Come sono nati

Il 4 novembre 1966 un’eccezionale alta marea, accompagnata da un fortissimo vento di scirocco che spinse l’Adriatico nella laguna scavalcando le difese a mare, fece temere che Venezia venisse sommersa.  Ciò fortunatamente non avvenne, ma molti edifici monumentali furono gravemente danneggiati. Il direttore generale dell’UNESCO del tempo lanciò allora un appello, in risposta al quale sorsero in svariati Paesi iniziative intese a contribuire tempestivamente ai restauri, il volume dei quali superava largamente le possibilità degli organi statali di tutela, le Sopraintendenze.  Riparati ampiamente i danni dell’alluvione i Comitati hanno voluto rimanere attivi;  lo sono ancora oggi.

Come operano

Il lavoro dei Comitati si svolge nel quadro del Programma UNESCO-Comitati Privati, nell’ambito del quale esiste una stretta collaborazione fra UNESCO, Associazione e singoli Comitati.    L’Associazione riceve le  segnalazioni delle Sopraintendenze e di altre entità, come il Comune di Venezia o la Curia Patriarcale, e i singoli Comitati scelgono i monumenti o le opere d’arte delle quali intendono finanziare il restauro. Altra volta sono i singoli Comitati a scegliere  il monumento o l’opera d’arte  dei quali intendono promuovere e finanziare il restauro; la procedura conseguente è comunque la stessa. Ciascun Comitato, in accordo con la Sopraintendenza competente e con l’Associazione, sceglie la ditta che dovrà materialmente eseguire i lavori, dei quali la Sopraintendenza assume la direzione e la responsabilità artistica mentre l’Associazione garantisce la sicurezza dei cantieri attraverso l’impiego del  responsabile previsto dalla legge. Ciascun Comitato segue direttamente i lavori ed è partecipe delle direttive per la loro corretta esecuzione. I fondi necessari vengono depositati in un apposito conto corrente bancario al quale l’UNESCO attinge per eseguire i pagamenti relativi.